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domenica 18 dicembre 2011

BOVOLONE: TABACCO IN.......FUMO


Su L’ARENA del 18 DICEMBRE  (firma l'articolo Roberto Massagrande) si parla di un argomento che vede ancora Bovolone, suo malgrado, protagonista. Da un'intervista con il Presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, emerge, in sintesi, che LA PRODUZIONE DEL TABACCO NEL 2012 CALERA’ DEL 50 PER CENTO. 
L'articolo dice "Mentre una mostra celebra il glorioso passato della tabacchicoltura per il 150° dell'unificazione d´Italia, il sindaco Emilietto Mirandola e la giunta di Bovolone si fanno portavoce con il presidente della provincia Giovanni Miozzi del futuro incerto che vive il settore della tabacchicoltura. La via del tabacco si è fatta, infatti, tortuosa ed ora è decisamente in salita. Dai tanti produttori della zona – una zona vocata da decenni – arriva un sos verso le istituzioni e la politica. Se non si corre presto ai ripari si andrà verso una stagione, nel 2012, che sarà ricordata per un crollo verticale della superficie coltivata a tabacco. I più pessimisti – o i più realisti – stimano una diminuzione del 50 per cento, ovvero un dimezzamento della produzione, con pesanti ricadute sull´indotto e una drastica riduzione dell´occupazione, trasformando un problema economico in uno sociale."
E continua " situazione mai tanto critica che riguarda il tabacco, una problematica che avrà ricadute pesanti sul piano lavorativo già dalla prossima stagione, a quanto pare. E se dopo il mobile, va in crisi nera anche il tabacco, sarà collasso per l´economia locale che gira su questi due perni.
L´ultimo contributo europeo alla produzione del tabacco, pari a 1 euro e 80 per chilo, è stato erogato nel 2009. Dal 2010, le multinazionali dovrebbero pagare il tabacco un euro e 80 in più rispetto al passato, ma non lo fanno e, per risparmiare, comperano all´estero. Intanto la produzione rimane invenduta e stoccata nei magazzini e sta mettendo in ginocchio le cooperative."  Per i produttori "basterebbe un incremento di soli 5 centesimi di euro a pacchetto di sigarette per far uscire dalla crisi i produttori di tabacco, ma questa è una scelta politica che difficilmente verra presa finché a guidarci c´è un Governo tecnico".
Possiamo immaginare che il nostro Sindaco sia il primo ad essere preoccupato per questa situazione: ora però, toccato nel vivo, comincerà ad interessarsi seriamente, oltre che del suo, anche del futuro economico della città che amministra ?
Che l'economia di Bovolone fosse in crisi non era una novità, ma - stando al contenuto dell'articolo - sembra che si fondi quasi esclusivamente sulla produzione del tabacco........ ma Bovolone non era (anche) la città del mobile?
E questa crisi non potrebbe "sconfessare" la recente canzone ironica del cantautore veronese Massimo Ferrari "A Bovolon a catar su el tabaco"?
Scherzi a parte, vorremmo davvero che non fosse così, altrimenti rischiamo di fare la stessa fine di questa pianta: andare IN FUMO!

venerdì 16 settembre 2011

A BOVOLON A CATAR SU EL TABACO

Da qualche tempo impazza sul web una canzone in dialetto nostrano che ci riguarda da vicino.
Il cantautore veronese Massimo Ferrari (v.link in calce) prende ad esempio la nostra realtà agricola per "bacchettare" in modo ironico ma efficace tutti coloro che, in un periodo difficile come questo, pur trovandosi in condizioni privilegiate di lavoro e di agiatezza economica, si lamentano e non sono mai contenti.
La satira di Ferrari si abbatte su calciatori, modelle, impiegati pubblici poco efficienti e, immancabilmente, sui nostri politici: a tutti loro un coro urlante chiede di andare "a Bovolon a catar su el tabaco" così da rendersi veramente conto di cosa sia la fatica e la durezza di un lavoro svolto d'estate, sotto il sole, in condizioni non certo invidiabili.
Davvero incisiva nella sua disarmante semplicità!
Prendiamo lo spunto dalla canzone per sottolineare come, nell'immaginario collettivo (e non solo nella canzone in argomento), la raccolta del tabacco a  Bovolone abbia sempre rappresentato l'emblema del lavoro pesante per antonomasia, tanto che molti detti proverbiali su questa attività girano tutt'ora, soprattutto tra le persone di una certa età.
Tuttavia la realtà  nei tempi recenti è parecchio cambiata con l'introduzione di innovazioni tecnologiche che hanno, seppur parzialmente, sopperito alla tradizionale lavorazione manuale per cui sono sempre meno le persone reclutate d'estate per la raccolta del tabacco: anche se era un lavoro massacrante, la "stagione" dava comunque la possibilità a molti - immigrati e non - di sopravvivere e rappresentava una fonte di reddito certa pur se le retribuzioni orarie non sono mai state allettanti, spesso anzi al limite della decenza. Adesso "catar su el tabaco" rischia, paradossalmente, di diventare un lusso per molti.
Chi l'avrebbe mai detto?

mercoledì 3 febbraio 2010

Centro Meccanografico Poste

Pubblichiamo l'interpellanza n. 17516 presentata in data 16/10/2009: vai al link
Pubblichiamo la risposta all'interpellanza del 13/11/2009: vai al link