domenica 27 gennaio 2013

OSPEDALI DELLA BASSA: CHE COSA SUCCEDE?

 Appare sul quotidiano "L'Arena " un articolo allarmante di Camilla Ferro dal titolo "L'ospedale di Isola serve a tutti".
A detta della giornalista, il sindaco di Isola della Scala nonché presidente della Provincia Miozzi si sarebbe infuriato con Bussolengo e Venezia che, a suo dire, avrebbero deciso di smontare, pezzo dopo pezzo, il servizio sanitario nella Bassa veronese. "Si assumono responsabilità pesanti - tuona Miozzi - di cui dovranno rendere conto ai cittadini: firmare la dismissione di questa struttura significa lasciare 300mila persone senza alcuna assistenza sul territorio». L'articolo prosegue: "Per ribadire la necessità di tenere «vivo l'ospedale isolano, ma non così come l'hanno ridotto ma come era fino a qualche anno fa quando rappresentava un vero e proprio fiore all'occhiello dell'Ulss 22», Miozzi spara il suo asso nella manica e illustra un documento che lunedì sarà inviato a Venezia (al presidente Zaia, all'assessore Coletto, al segretario generale Mantoan e a tutti i membri della V Commissione) firmato da 26 sindaci della Bassa con cui, «dopo un anno di lavoro, di incontri non ufficiali, di studi e valutazioni dimostriamo la grave situazione che si verrà a creare con la riorganizzazione della rete ospedaliera che qui si sta accingendo a fare la Regione». L'allarme lanciato da Miozzi prevede la pianura veronese a rischio di una vera e propria desertificazione sanitaria; tutta la Bassa non sarà più servita da un servizio di Pronto Soccorso con terapia intensiva, eccezione fatta per la zona del Legnaghese. Cosa succederà allora a chi abita a Isola? A Bovolone? A Zevio? Il primo ospedale a disposizione si trova a non meno di 40 minuti (Villafranca) che diventano di più se si scende a Legnago o si punta a Bussolengo, tempi tecnicamente troppo alti per far fronte ad un'emergenza. Succederà che la gente morirà». Così 26 sindaci della bassa avrebbero elaborato una proposta agli amministratori regionali con l'obiettivo di «far capire a chi, senza sapere di cosa sta parlando, con l'alibi del taglio dei costi mette croci sulle cartine geografiche condannando a morte interi paesi: chiudono ospedali e servizi  (continua Miozzi nell'articolo) perchè, dicono, bisogna risparmiare soldi; però poi avvallano situazioni in cui lo spreco è mille volte più grande. Evidentemente  chi gestisce la sanità pubblica tanto democratico non è e cede a convenienze di altra natura».  Il documento - scrive L'Arena  -parla chiaro: «C'è una sperequazione di strutture ospedaliere tra il nord e il sud della provincia veronese: nella porzione sud-ovest non vi è la certezza di un presidio capace di garantire i necessari standard di sicurezza. Al momento la Bassa dispone di un solo ospedale per acuti a regime a Legnago, uno per acuti in agonia a Isola della Scala ed un altro in cantiere a Villafranca: ci sono circa 300 mila abitanti con un solo nosocomio attivo e due dal futuro incerto. A nord, invece, ci sono 4 ospedali per acuti (Negrar, Peschiera, Bussolengo, San Bonifacio) per un totale di 363 mila abitanti». «I numeri», sottolinea Miozzi, «fotografano una situazione di disomogeneità: sopra l'autostrada A4 c'è altissima offerta di servizi, sotto, praticamente con la stessa popolazione, ce n'è meno della metà. Qualcosa non va, no? E lo spreco sarebbe l'ospedale di Isola tenuto aperto per salvare la vita a chi vive nel raggio di una trentina di chilometri?». Il documento prosegue: «Noi sindaci della pianura veronese riteniamo che questo territorio possa perfettamente collimare con una Ulss a tutti gli effetti con almeno due ospedali, uno Legnago e uno ad Ovest, dotati di pronto soccorso con terapia intensiva e reparti a supporto per gestire l'emergenza. Chiediamo inoltre che non venga depotenziata l'Ulss 21, che la dirigenza generale rimanga nel territorio come garanzia per una prospettiva di servizio e sviluppo». Gli amministratori locali chiedono «per la parte sud-ovest afferente all'Ulss 22 un ospedale di rete con 300 posti letto suddivisi tra area medica, chirurgica, riabilitativa, intensiva e materno-infantile cui affiancare una attività poliambulatoriale con punto di primo intervento attivo 24 ore al giorno e day surgery, Rsa con 50 posti letto e ospedale di comunità; per la parte sud-est riguardante l'Ulss 21 che l'ospedale di Legnago venga riconosciuto come provinciale con dotazione tecnologica corrispondente e investimenti specifici». Ma non basta. Miozzi affonda la stoccata:«Pretendiamo che vengano ridefinite le strategie riguardo agli ex ospedali per acuti di Zevio, Bovolone e Nogara valorizzando le potenzialità e i contenuti delle strutture esistenti».  «Bisogna che lo capiscano sia Dall'Ora che Coletto e Zaia che così, qui, non possiamo stare e che è una follia aver svuotato l'ospedale di Isola della Scala: significa aver tolto alla gente il diritto alla cura. Devono, anzi, rimetterlo in piedi e riempirlo come un tempo. Porteremo le nostre istanze in ogni sede istituzionale fino a che non raggiungeremo il nostro obiettivo che è quello di garantire l'assistenza a un bacino di 300mila persone destinate, altrimenti, a morire di malasanità».
Fin qui l'articolo. E BOVOLONE? 
Ricordiamo che nel Consiglio Comunale del 16 ottobre scorso le opposizioni avevano presentato unitamente un'interpellanza per ottenere dal Sindaco risposte concrete relativamente ad una visita dei vertici dell' Ulss 21 all'Ospedale san Biagio; ci erano state date ampie rassicurazioni sul fatto che la sanità a Bovolone non sarebbe stata toccata dalla mannaia dei tagli. Ora l'incubo sembra tornare prepotentemente d'attualità e la cittadinanza ancora una volta viene tenuta all'oscuro di tutto. Avevamo chiesto che venisse indetta un'assemblea pubblica per informare i cittadini sul destino dell'ospedale ma anche questa volta l'amministrazione ci delude. Alla luce di quanto l'articolo riporta, però, il Sindaco non potrà più tacere e chiederemo che ci vengano forniti tutti gli aggiornamenti sul caso e, soprattutto, ci venga detto come l'amministrazione ha intenzione di muoversi.


giovedì 20 dicembre 2012

LA PROFEZIA...........

 Stiamo scrivendo nella notte di vigilia della fine del mondo..............sino allo scoccare delle 24 non sapremo se l'umanità continuerà la propria avventura su questa terra o se la nostra storia millenaria sarà spazzata via in un giorno......

Intanto ne approfittiamo per fare scaramanticamente gli auguri di Buon Natale ma, soprattutto, di un Felice, Prospero, Fortunato e Sereno Anno Nuovo.

Le sfide che ci aspettano per il 2013 sono tante e difficili: credete che ce la potremmo essere cavata , tutti, confidando di evitarle con la fine del mondo? Troppo comodo............! Per questo ci troveremo, ci troverete ancora qui, nonostante i Maya ed il loro calendario!

CITTA' FUTURA Vi augura davvero un Natale di pace e la speranza che da domani si cambi davvero....... 

Auguri!

mercoledì 5 dicembre 2012

FIERA DI SAN BIAGIO: LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI


Sulla scorta di quanto pubblicato sul nostro blog qualche giorno fa, abbiamo avuto occasione di incontrare di persona l'assessore Tiziano Vicentini ed il presidente della Pro Loco Ilio Bertolini che ci hanno fornito chiarimenti e precisazioni a fronte dei dubbi e delle perplessità che avevamo sollevato sui ritardi e sulle carenze che ci erano stati segnalati in merito all'allestimento della Fiera di San Biagio.
Il lavoro di preparazione, esordisce l'assessore, è iniziato già la scorsa estate analizzando le cose da fare e, soprattutto, cominciando ad identificare persone e associazioni da contattare per le necessarie collaborazioni, possibilmente  a costo zero. L'idea dell'assessore Vicentini, condivisa con la Pro Loco, è quella di dare un volto nuovo alla Fiera sia in termini di manifestazioni e di iniziative, sia in relazione al gruppo di persone che le porteranno avanti, guardando ad una programmazione che si proietti verso il futuro e non solo concentrando l'attenzione sull'evento contingente. La difficoltà  maggiore - spiegano l'assessore ed il Presidente della Pro Loco - sta proprio nel cambio di mentalità e di concezione dell'organizzazione che deve basarsi sull'apporto di forze nuove e sempre in grado di aggiornarsi pur mantenendo quella professionalità che una manifestazione di questo spessore richiede. In sostanza si tratta di ricreare la macchina organizzativa rendendola in grado, per il futuro, di muoversi quasi da sola . E' una sfida che non può certo avere frutti immediati ma che l'assessore Vicentini intende portare avanti convinto che si debba pensare in modo dinamico anche se ciò comporta uno sforzo maggiore rispetto a lasciare le cose come stanno, dato che questa scelta deve coniugare molte componenti ,sia umane che ideali, che si incontrano e si confrontano per la prima volta in questo progetto.
C'è poi da considerare che Bovolone paga la concorrenza con la fiera agricola di Verona che, seppur con cadenza biennale, incide non poco sulla riuscita della manifestazione di casa nostra poiché si tiene praticamente nello stesso periodo dell'anno. Ed ecco che è necessario inventarsi un'alternativa alla mostra di macchine agricole, puntando quindi su qualcosa di correlato all'agricoltura ma che riesca a rappresentare una novità ed uno stimolo per gli espositori e per il pubblico; si cercano quindi sinergie in campo agro-alimentare con la promozione dei prodotti del territorio in parallelo con il messaggio di salvaguardia ambientale per la tutela di ciò che viene coltivato, a garanzia del consumatore. Si punta quindi all'utilizzo dei prodotti locali nella gastronomia, con il coinvolgimento dei ristoratori per la preparazione di pietanze a base dei frutti della nostra terra. 
Sono progetti - continua l'assessore - che non possono realizzarsi a breve e l'amministrazione sa che verranno commessi degli errori e vi saranno delle inevitabili mancanze, ma sembra proprio che da questa strada gli organizzatori non intendano deviare. 
Alla nostra obiezione che ci sembrerebbe più corretto che il gruppo di lavoro avesse una veste riconoscibile anche verso i terzi, l'assessore ha confermato che sono in fase di redazione e consegna le lettere di nomina per ciascun  componente della squadra, così da ufficializzarne l'investitura.
Un altro punto importante su cui si sta lavorando riguarda la comunicazione, veicolo fondamentale per pubblicizzare la Fiera e portarla sempre più al di fuori dei nostri confini; anche questa  è una scommessa che amministrazione e Pro Loco intendono vincere, pur consapevoli che il processo che dovrà portare l'organizzazione a regime sarà lungo e non certo semplice.
"Cerchiamo di dare un'impronta professionale e non professionistica alla gestione della Fiera" - ha concluso Bertolini - così da consentire un ricambio di persone e collaboratori animati dalla passione disinteressata, a servizio del bene di tutta Bovolone." E questa scelta è davvero una novità la cui efficacia dovrà essere testata con il tempo.
Abbiamo cercato di sintetizzare gli aspetti più salienti ed importanti di ciò che i nostri interlocutori ci hanno esposto; abbiamo avuto comunque una positiva impressione di ciò che l'Assessore Vicentini ed il Presidente  Bertolini  - in modo peraltro esaustivo e concreto - ci hanno illustrato in ordine a quanto si stia facendo perchè l'appuntamento con la Fiera venga rispettato.
Come sempre parleranno i fatti; la cosa importante è che abbiamo capito qualcosa di più di ciò che l'amministrazione, con l'aiuto della Pro Loco, sta pensando per il presente ed il futuro della Fiera.
Ringraziamo i nostri interlocutori per la disponibilità e la chiarezza con la quale ci hanno esposto il loro progetto, in risposta anche alle critiche ed ai rilievi che ci erano giunti da più parti sull'operato degli organizzatori e di cui avevamo fatto cenno la scorsa volta.



sabato 1 dicembre 2012

FIERA DI SAN BIAGIO - (CE) LA FAREMO?


Sono in corso i preparativi per allestire la Fiera di San Biagio 2013; Città Futura ha accolto l'invito della Pro Loco e dell'Assessore Vicentini a collaborare ai preparativi in vista dell'ormai imminente appuntamento tradizionalmente calendarizzato tra la fine di Gennaio e l'inizio di Febbraio.
L'esperienza delle passate edizioni avrebbe dovuto insegnare che servono organizzazione, coinvolgimento, stanziamenti e, soprattutto, tempo per arrivare alla scadenza senza dover rincorrere le emergenze.
Per quanto ci è dato sapere, invece, i lavori sono tutt'altro che a buon punto e, a meno di due mesi dalla data d'inizio, ciò che più colpisce - stando alle notizie che abbiamo raccolto - è l'approssimazione della macchina organizzativa, che sta puntando più sull'inventiva e sulla buona volontà dei collaboratori che non su un progetto preciso di ciò che si intende fare.
Tra l'altro, almeno sinora, le persone che si stanno occupando della cosa si sono aggregate a "chiamata" senza che il gruppo abbia una benché minima struttura istituzionale, dove si sappia con certezza chi fa che cosa; nè, sempre per ciò che abbiamo appurato, si ha una idea almeno di massima sui costi che l'operazione potrà comportare, proprio perchè le proposte sinora formalizzate sono state frutto delle iniziative dei singoli partecipanti nell'ambito di macro-aree tematiche che possono dare spazio a tutto ed a nulla.
Ci sono poi le rimostranze di alcune categorie economiche e sociali che, a detta di chi ce l'ha riferito, non sono state nemmeno interpellate quando la loro presenza nella costruzione della manifestazione poteva avere peso e risultati.
Se la Fiera deve essere la festa di tutta Bovolone, questo principio non ci pare essere l'ispiratore delle modalità con cui Pro Loco ed Amministrazione hanno imbastito i lavori.
Senza contare che - ribadiamo - il tempo corre inesorabile e le cose da fare sembrano davvero tante se si intende creare un evento che possa lasciare un segno.
L'anno scorso - complici per la verità anche circostanze non favorevoli quali il clima e la contemporaneità con la Fiera Agricola di Verona - era suonato un chiaro campanello d'allarme che doveva aver messo in guardia gli organizzatori sulle carenze della macchina operativa; quest'anno sembra ripetersi lo stesso copione pur memori del mezzo passo falso precedente.
Non intendiamo giudicare prima di aver visto i risultati, nè sminuire il lavoro di quanti si stanno impegnando in un'impresa non certo semplice: tuttavia richiamiamo chi di dovere a tenere conto delle osservazioni e (perché no?) delle critiche rivolte all'organizzazione proprio al fine di correre da subito ai ripari, in modo che qualcuno - come sempre accade - non trovi facile appiglio per dire che, al loro posto, avrebbe fatto meglio................. 



domenica 25 novembre 2012

QUELLO CHE LE DONNE (ANCORA) NON DICONO

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre ma non deve essere una ricorrenza retorica o circoscritta a questa data. Molte organizzazioni,  in Italia  e anche nel resto del mondo, si sono infatti impegnate concretamente per celebrare quest'appuntamento con iniziative e progetti contro la barbarie del femminicidio. Solo nel nostro Paese  sono 113 le donne uccise da inizio anno, di cui 73 dai partner delle vittime. Fu nel 1999 che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite designò il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le Ong a promuovere attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno. 
La data fu scelta in ricordo del brutale assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Le¢nidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Quella sulle donne è la forma di violenza più diffusa nel pianeta, senza confini di ambiente, religione, censo, cultura e nazionalità. Lo dimostrano le statistiche e la cronaca ne dà purtroppo conferma quotidiana. In Italia - ha denunciato Gabriella Battaini Dragoni, vice Segretaria Generale del Consiglio d'Europasono mediamente 120 le donne che ogni anno vengono uccise dalla violenza. E una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Secondo le anticipazioni dei dati 2012 di Telefono Rosa questo tipo di abusi ha raggiunto l'85% di tutte le violenze, il 3% in più del 2011. E sono aumentati i casi di figli che assistono alle violenza in casa ai danni delle madri: dal 75% del 2011 all'81% di quest'anno. Si tratta di un dato impressionante, senza contare che questi bambini, bambine, ragazzi  e ragazze saranno terribilmente segnati da ciò che hanno visto senza poter reagire, spesso senza poter capire.
Venendo a noi, la giornata del 25 novembre è stata occasione per le amministrazioni comunali di Salizzole e Bovolone per organizzare un corteo al fine di ricordare a tutti questa piaga ancora aperta della violenza sulle donne; partite da Salizzole, quasi 200 persone, donne e uomini, hanno sfilato sino a Bovolone dove  si sono riunite nei pressi della Biblioteca per scandire i nomi delle 11 3 vittime di quest'anno che non è ancora terminato.
Madrine della manifestazione sono state l'assessore alle Pari Opportunità, Politiche Giovanili, Scuola del Comune di Bovolone Nadia Cortiana e la collega Dr.ssa Monica Tregnago per Salizzole. E' stata un'occasione importante per riflettere e per rinnovare il messaggio di solidarietà ed impegno civile di tutti affinchè non si ripeta più questa infamia.
Le donne devono avere, o meglio, trovare il coraggio di parlare........troppa ancora la paura e l'omertà su quanto subiscono soprattutto tra le mura domestiche. Progresso e civiltà sono anche questo: poter sentirsi un essere umano con la dignità che questo status comporta.......senza differenza di sesso.

domenica 14 ottobre 2012

CHE NE SARA' DI BOVOLONE ATTIVA?

Martedì prossimo è stata fissata la data per un nuovo Consiglio Comunale dove verranno affrontati i seguenti temi:

1. Presa d’atto verbali della seduta precedente.
2. Esame ed approvazione convenzione per cooperazione tra gli enti locali partecipanti
compresi nell’ambito territoriale ottimale del servizio idrico integrato “Veronese”.
3. Esame ed approvazione di modifiche al Regolamento Comunale per la disciplina
dell'Imposta Municipale Propria Sperimentale (I.MU.)".
4. Esame ed approvazione aggiornamento Piano delle alienazioni 2012.
5. Esame ed approvazione convenzione tra i Comuni di Bovolone, Oppeano ed Isola della
Scala per sistemazione centro contradale “La Fontana”.
6. Esame ed approvazione regolamento per il servizio di trasporto scolastico.
7. Esame ed approvazione modifiche allo Statuto della Società Bovolone Attiva srl.

Come abbiamo avuto occasione di dire nel nostro precedente "post", a margine della discussione dell'Ordine del giorno il Sindaco si è impegnato a fornirci un'informativa sull'Ospedale San Biagio, a seguito di un'interpellanza congiunta in tal senso presentata dalle opposizioni non coinvolte in un incontro pubblico sull'argomento tenutosi lo scorso 1 ottobre.
Ma un altro importante argomento verrà discusso Martedì: si tratta di approvare le modifiche allo Statuto di Bovolone Attiva dopo le recenti novità normative a livello nazionale sulle società che gestiscono attività e servizi "in house" per i Comuni.
La questione è articolata e difficoltosa da esporre, soprattutto perché nel corso dei tre mesi passati le norme che regolamentavano la materia sono state oggetto di parecchie modifiche e di un intervento della Corte Costituzionale che hanno complicato le cose ai tecnici ed agli amministratori locali, aggiungendo confusione a confusione. Ciò che è certo, però, è che nel garbuglio delle norme vigenti sembra che il Comune debba essere costretto (anche se è tutto da dimostrare) a "disfarsi" di Bovolone Attiva, società di cui è socio unico ed alla quale è attualmente affidata la gestione della raccolta dei rifiuti, con risultati sempre più lusinghieri nel tempo.
La legge infatti sembra andare nella direzione di voler escludere la possibilità per i Comuni di affidare autonomamente a società a capitale pubblico la gestione di determinati servizi, poiché sembra che tale prassi danneggi la libertà di concorrere a tali servizi da parte di altre società, anche a livello europeo; in più la questione si complica prevedendo le norme nazionali un diverso regime per l'ipotesi che un Comune sia al di sopra o al di sotto dei 30.000 abitanti.
Sulla vicenda il Movimento 5 Stelle di Bovolone ha tenuto un'interessante serata Giovedì scorso intitolata "Perché vendere Bovolone Attiva?" invitando a relazionare il Pubblico l'Assessore all'Ambiente, Agricoltura, Energia e Mobilità del Comune di Ponte nelle Alpi (BL) dr. Ezio Orzes, e il dr. Davide Avanzo che rappresentava Bovolone Attiva.
Dobbiamo complimentarci con i promotori dell'incontro e con i relatori per l'esaustiva esposizione di ciò che rappresentano le realtà come Ponte nelle Alpi e, anche se da minor tempo, Bovolone nel campo della raccolta differenziata e del riciclo dei materiali così lavorati.
Tanto per fare un esempio, Ponte nelle Alpi, realtà di 8.500 abitanti, ha vinto per tre anni consecutivi (2010, 2011 e 2012) il premio nazionale "Comune Riciclone" per l'efficacia delle scelte operate attraverso le modalità di raccolta e riciclo dei rifiuti, ma anche Bovolone ha ottenuto dei risultati di tutto rispetto, piazzandosi al 55° posto tra i Comuni con più di 10.000 abitanti ed al 60° posto assoluto in Italia, mentre nel Veneto risultiamo al 34° posto e quarti nella Provincia di Verona.
Alla luce di questi numeri, vale davvero la pena lasciar morire una società che funziona, solo perché si pensa che nulla si possa (o forse si voglia) fare contro le attuali norme di legge?

venerdì 12 ottobre 2012

OSPEDALE: IL REBUS IRRISOLTO ED IL SILENZIO DELL'AMMINISTRAZIONE

Siamo alle solite! L'amministrazione pretende da noi massima collaborazione e poi ci esclude dagli eventi che hanno un peso fondamentale per la città. E' successo lo scorso 2 ottobre quando siamo venuti a sapere per caso dagli organi di informazione locali che il giorno prima si era tenuto un incontro pubblico presso l'Ospedale "San Biagio" alla presenza dell'Amministrazione, dei Sindaci del circondario, del Direttore generale dell'ULS 21 nonché di altri personaggi illustri. E le opposizioni? 
Abbiamo chiesto spiegazioni informali al Sindaco che, a parole, era dispiaciuto dell'accaduto poiché la cosa non doveva essere una manifestazione così rilevante.........Non si spiega allora la presenza della stampa e della TV.......... Ed intanto la gente ci chiede dove fossero le minoranze......Davvero imbarazzante!
Alla riunione dei capigruppo di Giovedì 11, in vista del prossimo Consiglio fissato per il 16 Ottobre, le opposizioni hanno presentato congiuntamente un'interpellanza al riguardo di cui vi riportiamo il testo:
                                                                                              Al sig. Sindaco
                                                                                                        All’Assessore alla Sanità
                                                                                             
                                                                                              Comune di Bovolone

                                                                                              Bovolone, 11 Ottobre 2012


OGGETTO: Incontro presso Ospedale San Biagio - Interpellanza Urgente

         I Capi Gruppo Consiliari di minoranza Giuliano Pieropan (Gruppo Civico Città Futura), Orfeo Pozzani (Lista Civica Pozzani Sindaco) e Gianni Bertolini (Movimento 5 Stelle),
premesso che
  • hanno appreso soltanto dalla stampa e dai “media” locali che in data 1 OTTOBRE si è tenuto un incontro pubblico presso l’ospedale S. Biagio alla presenza  dell’Amministrazione del Comune di Bovolone, dei Sindaci di alcuni Comuni limitrofi e del Direttore Sanitario Daniela Carraro, oltre che di altre personalità;
  • che a tale incontro le minoranze non sono state invitate di tale incontro sono state informate adeguatamente;
  • che i problemi dell’Ospedale di Bovolone riguardano indistintamente tutti i cittadini;
  • che da parte nostra erano state formulate a più riprese richieste di aggiornamento sulle scelte regionali in materia di sanità per il nostro territorio, mai riscontrate,
chiedono
  • che venga data spiegazione IN CONSIGLIO del mancato coinvolgimento delle minoranze a tale incontro;
  • che sia calendarizzata al più presto una riunione pubblica sull’argomento in cui si tratti anche della Casa di Riposo i cui destini sono intimamente correlati al futuro dell’Ospedale.
  • che vengano fornita IN CONSIGLIO adeguata informativa sui contenuti di tale incontro;

Non verranno prese in considerazione modalità di risposta diverse da quelle che chiediamo siano fornite nella seduta del prossimo Consiglio Comunale fissato per Martedì 16 p.v.

         Distinti saluti.                                                                  I Capi Gruppo Consiliari


   Giuliano Pieropan       Orfeo Pozzani            Gianni Bertolini
    (Città Futura)         (Lista Pozzani)         (Movimento 5 Stelle)           

Il Sindaco ci ha prontamente risposto, assicurandoci che l'interpellanza sarà oggetto di trattazione alla fine dei lavori del Consiglio; per noi è una soddisfazione non di poco conto, se si considera il fatto che da quando questa amministrazione governa a Bovolone sarebbe la prima volta che un'interpellanza delle opposizioni viene discussa in una pubblica assemblea!
Ci auguriamo che il primo cittadino mantenga la promessa e chiarisca i contenuti di quell'incontro davanti ai cittadini, riconoscendo il ruolo delle opposizioni che rappresentano anch'esse gli interessi dei Bovolonesi.