sabato 23 febbraio 2013

......FORSE NON ERA IL CASO........

Nelle case dei bovolonesi sono state recapitate SUL FILO DI LANA le lettere di cui pubblichiamo copia. 
Non ci sorprende lo scopo dell'iniziativa: siamo in campagna elettorale (almeno sino alla mezzanotte di questo venerdì) ed ogni forza politica cerca di giocarsi le ultime chances per convincere la gente a votare questa o quella coalizione.
Quello che invece ci lascia perplessi è che il volantino rechi LE FIRME DEI NOSTRI AMMINISTRATORI CON TANTO DI CARICA!
Consideriamo francamente fuori luogo una cosa del genere proprio perché queste persone DOVREBBERO RAPPRESENTARE LA POPOLAZIONE DI BOVOLONE SOPRA OGNI SCHIERAMENTO POLITICO! 

Avessero sottoscritto il documento a titolo personale non avremmo avuto nulla da obiettare; ma in questo modo ci sorge il dubbio che questa maggioranza non rappresenti l'interezza della cittadinanza ma si riconosca soltanto in quella parte che la preferì alle scorse elezioni amministrative.
E poi: perché sottoscrivono la lettera soltanto sei dei rappresentanti della maggioranza? E gli altri ? Non sono d'accordo? O non si identificano più nel simbolo che ci viene chiesto di preferire?  Possiamo capire che non compaiano i due rappresentanti della lista civica de "Il Cittadino", ma non comprendiamo l'assenza del resto della maggioranza......... 
Comunque questo appello ha tanto il sapore dell'ultima spiaggia per la compagine politica cui fa riferimento, così come la stessa impressione ci è stata data dagli alleati principali di questo partito alla presentazione dei propri candidati mercoledì 13 scorso.
Infine, una domanda ci sorge spontanea: CHI HA PAGATO PER QUESTE LETTERE?



sabato 16 febbraio 2013

OSPEDALE SAN BIAGIO: QUAL E' LA VERITA'?

Nel corso del primo meeting elettorale indetto dalla locale sezione della Lega Nord, tra i temi da affrontare durante la serata era stato inserito lo spinoso argomento della sanità che, come è noto, è da tempo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, date le notizie contraddittorie che vengono riportate dagli organi di stampa circa il futuro degli ospedali territoriali della Bassa veronese. Presente all'incontro l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto che ha cercato di smentire quanto i giornali hanno scritto nei giorni scorsi a proposito del destino di tre ospedali in particolare (Zevio, Isola della Scala e Bovolone) dichiarando che chiunque avesse pubblicato schede ospedaliere fasulle sulla questione se ne sarebbe assunta la piena responsabilità. 
Il non proprio velato riferimento era rivolto al consigliere regionale Franco Bonfante con cui Coletto è in aperta disputa proprio in relazione al riordino della sanità nel Veneto.
Bonfante aveva attaccato più volte Coletto sulla questione e la situazione era diventata incandescente soprattutto dopo un articolo apparso lo scorso 22 gennaio sul quotidiano "L'Arena" dove l'assessore alla sanità veneta aveva affermato che le bozze relative alle schede ospedaliere regionali rese pubbliche erano solo " carta straccia, con numeri e dati "ubriachi" per nulla corrispondenti alla realtà»; per il consigliere regionale del Pd Bonfante, invece, «è purtroppo tutto drammaticamente vero: su quei fogli era già deciso il futuro della sanità veneta e veronese in particolare". Il botta e risposta era stato pesante. L'assessore Coletto non intendeva passare per colui che «taglia» ospedali e «toglie» servizi: «Sia chiaro, le schede le faccio io e garantisco che quelle messe in giro sono false. Forse c'è qualcuno che ha tutto l'interesse a diffondere voci fasulle sulla riorganizzazione della rete ospedaliera del Veneto: posso assicurare che di deciso non c'è nulla e che stiamo lavorando per garantire sempre più la qualità della sanità pubblica». Ma Bonfante non ci crede ed alza il tiro. «Innanzitutto il tono offensivo di Coletto ne sottolinea la debolezza politica e la pochezza tecnica», replica, «poi, quel che dice conferma in gran parte le mie anticipazioni e cioè che chiudono, pur se in forme diverse, Zevio, Caprino, Bovolone, Isola della Scala con un forte ridimensionamento pure di Malcesine. Legnago, San Bonifacio e Borgo Roma rimangono anche se con meno servizi per effetto di scelte accentratrici spesso non motivate. Io non dico bugie, caso mai è qualcun altro che sta giocando sporco». Continua Bonfante: «Per quanto riguarda Villafranca e Bussolengo, Coletto sta ingannando i cittadini per il semplice fatto che fra tre mesi lì si andrà al voto e ogni scelta va letta nell'ottica dell'accaparramento dei consensi elettorali: l'assessore promette ciò che ha già deciso di non mantenere come è dimostrato dalla delibera di giunta numero 2621 del 18 dicembre 2012 che nell'allegato A dispone la riduzione delle spese del personale incluso quello medico e sanitario, bloccando le nomine dei primari. In sostanza i reparti promessi a Villafranca e Bussolengo non saranno mai aperti perchè mancherà il personale sanitario per poterli condurre. Il Veneto sta pagando duramente le scelte sanitarie perseguite da Lega e Pdl, con sprechi incredibili come le finanze di progetto costosissime, gli interventi di ristrutturazione fatti su ospedali che poco dopo vengono chiusi, le assunzioni clientelari segnalate anche alla Corte dei Conti. La verità», dice Bonfante, «è che la sanità veneta sta perdendo il suo primato e le cause principali sono la mancanza di programmazione, i litigi continui all'interno della maggioranza e della Lega stessa e l'incompetenza di chi deve fare scelte decisive per la salute di tutti noi"
E' su questi punti che l'assessore Coletto ha cercato di tranquillizzare i cittadini bovolonesi ma nel farlo ha apertamente parlato di "ex ospedale di Bovolone", poiché ha spiegato che la struttura del San Biagio, non essendo più dedicata alla cura degli acuti, pur non venendo smantellata diverrà un "punto sanitario" e pertanto non potrà più essere chiamata ospedale.
MA SE LE COSE STANNO COSI', QUAL'E' LA VERITA' SUL NOSTRO OSPEDALE
Tra il pubblico presente in sala (una sessantina di persone in tutto) c'era anche l'assessore comunale alla sanità, dr. Bernardini, ed il nostro Sindaco cui abbiamo ricordato che CITTA' FUTURA HA PRESENTATO UN'INTERPELLANZA SULLA QUESTIONE ED ATTENDE RISPOSTE CERTE  NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE SULLE INIZIATIVE DELL'AMMINISTRAZIONE A TUTELA NEL NOSTRO OSPEDALE E DELLA CASA DI RIPOSO. 
Nel frattempo Città Futura ha anche chiesto alle altre opposizioni di sottoscrivere la richiesta della convocazione di un CONSIGLIO STRAORDINARIO per parlare dell'ospedale e della Casa di Riposo, ma mentre il Consigliere Bertolini (movimento 5 Stelle) ha dato il proprio assenso, i consiglieri Pozzani (Lega Nord) e Pasini (Bovolone Domani) ci hanno chiesto tempo per aspettare gli esiti della serata in cui avrebbe parlato, appunto, l'assessore Coletto.
Qualora non si riuscisse a raccogliere le 5 firme necessarie per l'indizione del Consiglio, Città Futura procederà comunque per avere dall'amministrazione risposte. Non solo: abbiamo anche in progetto la convocazione di un'assemblea pubblica sulla questione della sanità alla quale inviteremo a parlare i protagonisti della diatriba in corso e dove pretenderemo che emerga finalmente la verità sul destino del San Biagio chiedendo che la politica abbia il coraggio delle proprie scelte AL DI FUORI DEI PROCLAMI BUONI SOLO PER LE CAMPAGNE ELETTORALI.




domenica 3 febbraio 2013

LA FIERA DI SAN BIAGIO ALL'INSEGNA DEL TABACCO

Nonostante la pioggia battente Sabato 2 Febbraio è stata inaugurata la 735 ^ Fiera Agricola di Bovolone con un convegno sul tabacco, tradizionale coltura della nostra zona e che vede Bovolone tra le capofila nella produzione tabacchicola italiana, cofondatrice, con i Comuni di Città di Castello e Francolise, dell'Associazione Nazionale "Città del Tabacco". Il Teatro parrocchiale che ha ospitato il convegno era tutto esaurito tanto che gli organizzatori hanno allestito presso il vicino oratorio un maxi-schermo per consentire di seguire l'evento anche a coloro che non avevano trovato posto nel teatro.
Presenza nutrita di politici come non  se ne vedevano da tempo, complice forse anche l'imminente tornata elettorale; fatto sta che Bovolone, almeno per un giorno, si è vista riattribuire quel ruolo di comune chiave della bassa che da tempo le manca.
La parte del leone, però, è stata sicuramente appannaggio del Ministro per le Politiche Agricole Mario Catania che non ha perso l'occasione per inserire qualche accenno di campagna elettorale nel suo discorso in  epilogo all'incontro nè ha risparmiato una frecciata alla politica agricola dei suoi predecessori recenti, bacchettando anche l'atteggiamento della Regione Veneto soprattutto in materia di difesa dei produttori di tabacco..............Francamente ci è sembrato che il bersaglio sia nazionale che regionale fosse soltanto uno, peraltro grande assente alla kermesse d'apertura.
Il quotidiano "L'Arena" di Domenica 3 Febbraio dedica parecchio spazio alla performance del ministro, protagonista anche di una plateale contestazione da parte di un gruppo di allevatori di cavalli che accusano il responsabile delle politiche agricole di aver tradito gli impegni che si era fatto carico di onorare per salvaguardare il settore dell'ippica, in crisi da tempo.
La Fiera è comunque iniziata e sembra che le previsioni stiano dando ragione alle scelte innovative volute dall'amministrazione in uno con la Pro Loco: modernità in linea con la tradizione.
Faremo comunque le nostre debite valutazioni all'atto di tirare le somme di ciò che saranno stati i risultati ottenuti; abbiamo comunque già rilevato che un altro settore produttivo di Bovolone meriterebbe  un'altrettanto degna attenzione come quella riservata al tabacco. Stiamo parlando del comparto del mobile che ha fatto conoscere le nostre zone, e Bovolone in particolare, in tutto il mondo e che ora deve ritrovare nuove opportunità per risollevarsi dalla crisi in cui versa ormai da un ventennio. L'argomento "legno" in questa 735^ Fiera ha trovato sì uno spazio  nel Convegno di Domenica 3 "La sostenibilità nella filiera del legno" dove si è trattato però in gran parte di edilizia sostenibile, arredamenti ecologici e case biodinamiche, senza affrontare i temi di maggior importanza per la nostra economia locale del mobile.
Ci auguriamo che il tema non venga abbandonato, facendone magari un punto cruciale per la prossima edizione della Fiera di San Biagio ma, soprattutto, per l'azione amministrativa.





domenica 27 gennaio 2013

OSPEDALI DELLA BASSA: CHE COSA SUCCEDE?

 Appare sul quotidiano "L'Arena " un articolo allarmante di Camilla Ferro dal titolo "L'ospedale di Isola serve a tutti".
A detta della giornalista, il sindaco di Isola della Scala nonché presidente della Provincia Miozzi si sarebbe infuriato con Bussolengo e Venezia che, a suo dire, avrebbero deciso di smontare, pezzo dopo pezzo, il servizio sanitario nella Bassa veronese. "Si assumono responsabilità pesanti - tuona Miozzi - di cui dovranno rendere conto ai cittadini: firmare la dismissione di questa struttura significa lasciare 300mila persone senza alcuna assistenza sul territorio». L'articolo prosegue: "Per ribadire la necessità di tenere «vivo l'ospedale isolano, ma non così come l'hanno ridotto ma come era fino a qualche anno fa quando rappresentava un vero e proprio fiore all'occhiello dell'Ulss 22», Miozzi spara il suo asso nella manica e illustra un documento che lunedì sarà inviato a Venezia (al presidente Zaia, all'assessore Coletto, al segretario generale Mantoan e a tutti i membri della V Commissione) firmato da 26 sindaci della Bassa con cui, «dopo un anno di lavoro, di incontri non ufficiali, di studi e valutazioni dimostriamo la grave situazione che si verrà a creare con la riorganizzazione della rete ospedaliera che qui si sta accingendo a fare la Regione». L'allarme lanciato da Miozzi prevede la pianura veronese a rischio di una vera e propria desertificazione sanitaria; tutta la Bassa non sarà più servita da un servizio di Pronto Soccorso con terapia intensiva, eccezione fatta per la zona del Legnaghese. Cosa succederà allora a chi abita a Isola? A Bovolone? A Zevio? Il primo ospedale a disposizione si trova a non meno di 40 minuti (Villafranca) che diventano di più se si scende a Legnago o si punta a Bussolengo, tempi tecnicamente troppo alti per far fronte ad un'emergenza. Succederà che la gente morirà». Così 26 sindaci della bassa avrebbero elaborato una proposta agli amministratori regionali con l'obiettivo di «far capire a chi, senza sapere di cosa sta parlando, con l'alibi del taglio dei costi mette croci sulle cartine geografiche condannando a morte interi paesi: chiudono ospedali e servizi  (continua Miozzi nell'articolo) perchè, dicono, bisogna risparmiare soldi; però poi avvallano situazioni in cui lo spreco è mille volte più grande. Evidentemente  chi gestisce la sanità pubblica tanto democratico non è e cede a convenienze di altra natura».  Il documento - scrive L'Arena  -parla chiaro: «C'è una sperequazione di strutture ospedaliere tra il nord e il sud della provincia veronese: nella porzione sud-ovest non vi è la certezza di un presidio capace di garantire i necessari standard di sicurezza. Al momento la Bassa dispone di un solo ospedale per acuti a regime a Legnago, uno per acuti in agonia a Isola della Scala ed un altro in cantiere a Villafranca: ci sono circa 300 mila abitanti con un solo nosocomio attivo e due dal futuro incerto. A nord, invece, ci sono 4 ospedali per acuti (Negrar, Peschiera, Bussolengo, San Bonifacio) per un totale di 363 mila abitanti». «I numeri», sottolinea Miozzi, «fotografano una situazione di disomogeneità: sopra l'autostrada A4 c'è altissima offerta di servizi, sotto, praticamente con la stessa popolazione, ce n'è meno della metà. Qualcosa non va, no? E lo spreco sarebbe l'ospedale di Isola tenuto aperto per salvare la vita a chi vive nel raggio di una trentina di chilometri?». Il documento prosegue: «Noi sindaci della pianura veronese riteniamo che questo territorio possa perfettamente collimare con una Ulss a tutti gli effetti con almeno due ospedali, uno Legnago e uno ad Ovest, dotati di pronto soccorso con terapia intensiva e reparti a supporto per gestire l'emergenza. Chiediamo inoltre che non venga depotenziata l'Ulss 21, che la dirigenza generale rimanga nel territorio come garanzia per una prospettiva di servizio e sviluppo». Gli amministratori locali chiedono «per la parte sud-ovest afferente all'Ulss 22 un ospedale di rete con 300 posti letto suddivisi tra area medica, chirurgica, riabilitativa, intensiva e materno-infantile cui affiancare una attività poliambulatoriale con punto di primo intervento attivo 24 ore al giorno e day surgery, Rsa con 50 posti letto e ospedale di comunità; per la parte sud-est riguardante l'Ulss 21 che l'ospedale di Legnago venga riconosciuto come provinciale con dotazione tecnologica corrispondente e investimenti specifici». Ma non basta. Miozzi affonda la stoccata:«Pretendiamo che vengano ridefinite le strategie riguardo agli ex ospedali per acuti di Zevio, Bovolone e Nogara valorizzando le potenzialità e i contenuti delle strutture esistenti».  «Bisogna che lo capiscano sia Dall'Ora che Coletto e Zaia che così, qui, non possiamo stare e che è una follia aver svuotato l'ospedale di Isola della Scala: significa aver tolto alla gente il diritto alla cura. Devono, anzi, rimetterlo in piedi e riempirlo come un tempo. Porteremo le nostre istanze in ogni sede istituzionale fino a che non raggiungeremo il nostro obiettivo che è quello di garantire l'assistenza a un bacino di 300mila persone destinate, altrimenti, a morire di malasanità».
Fin qui l'articolo. E BOVOLONE? 
Ricordiamo che nel Consiglio Comunale del 16 ottobre scorso le opposizioni avevano presentato unitamente un'interpellanza per ottenere dal Sindaco risposte concrete relativamente ad una visita dei vertici dell' Ulss 21 all'Ospedale san Biagio; ci erano state date ampie rassicurazioni sul fatto che la sanità a Bovolone non sarebbe stata toccata dalla mannaia dei tagli. Ora l'incubo sembra tornare prepotentemente d'attualità e la cittadinanza ancora una volta viene tenuta all'oscuro di tutto. Avevamo chiesto che venisse indetta un'assemblea pubblica per informare i cittadini sul destino dell'ospedale ma anche questa volta l'amministrazione ci delude. Alla luce di quanto l'articolo riporta, però, il Sindaco non potrà più tacere e chiederemo che ci vengano forniti tutti gli aggiornamenti sul caso e, soprattutto, ci venga detto come l'amministrazione ha intenzione di muoversi.


giovedì 20 dicembre 2012

LA PROFEZIA...........

 Stiamo scrivendo nella notte di vigilia della fine del mondo..............sino allo scoccare delle 24 non sapremo se l'umanità continuerà la propria avventura su questa terra o se la nostra storia millenaria sarà spazzata via in un giorno......

Intanto ne approfittiamo per fare scaramanticamente gli auguri di Buon Natale ma, soprattutto, di un Felice, Prospero, Fortunato e Sereno Anno Nuovo.

Le sfide che ci aspettano per il 2013 sono tante e difficili: credete che ce la potremmo essere cavata , tutti, confidando di evitarle con la fine del mondo? Troppo comodo............! Per questo ci troveremo, ci troverete ancora qui, nonostante i Maya ed il loro calendario!

CITTA' FUTURA Vi augura davvero un Natale di pace e la speranza che da domani si cambi davvero....... 

Auguri!

mercoledì 5 dicembre 2012

FIERA DI SAN BIAGIO: LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI


Sulla scorta di quanto pubblicato sul nostro blog qualche giorno fa, abbiamo avuto occasione di incontrare di persona l'assessore Tiziano Vicentini ed il presidente della Pro Loco Ilio Bertolini che ci hanno fornito chiarimenti e precisazioni a fronte dei dubbi e delle perplessità che avevamo sollevato sui ritardi e sulle carenze che ci erano stati segnalati in merito all'allestimento della Fiera di San Biagio.
Il lavoro di preparazione, esordisce l'assessore, è iniziato già la scorsa estate analizzando le cose da fare e, soprattutto, cominciando ad identificare persone e associazioni da contattare per le necessarie collaborazioni, possibilmente  a costo zero. L'idea dell'assessore Vicentini, condivisa con la Pro Loco, è quella di dare un volto nuovo alla Fiera sia in termini di manifestazioni e di iniziative, sia in relazione al gruppo di persone che le porteranno avanti, guardando ad una programmazione che si proietti verso il futuro e non solo concentrando l'attenzione sull'evento contingente. La difficoltà  maggiore - spiegano l'assessore ed il Presidente della Pro Loco - sta proprio nel cambio di mentalità e di concezione dell'organizzazione che deve basarsi sull'apporto di forze nuove e sempre in grado di aggiornarsi pur mantenendo quella professionalità che una manifestazione di questo spessore richiede. In sostanza si tratta di ricreare la macchina organizzativa rendendola in grado, per il futuro, di muoversi quasi da sola . E' una sfida che non può certo avere frutti immediati ma che l'assessore Vicentini intende portare avanti convinto che si debba pensare in modo dinamico anche se ciò comporta uno sforzo maggiore rispetto a lasciare le cose come stanno, dato che questa scelta deve coniugare molte componenti ,sia umane che ideali, che si incontrano e si confrontano per la prima volta in questo progetto.
C'è poi da considerare che Bovolone paga la concorrenza con la fiera agricola di Verona che, seppur con cadenza biennale, incide non poco sulla riuscita della manifestazione di casa nostra poiché si tiene praticamente nello stesso periodo dell'anno. Ed ecco che è necessario inventarsi un'alternativa alla mostra di macchine agricole, puntando quindi su qualcosa di correlato all'agricoltura ma che riesca a rappresentare una novità ed uno stimolo per gli espositori e per il pubblico; si cercano quindi sinergie in campo agro-alimentare con la promozione dei prodotti del territorio in parallelo con il messaggio di salvaguardia ambientale per la tutela di ciò che viene coltivato, a garanzia del consumatore. Si punta quindi all'utilizzo dei prodotti locali nella gastronomia, con il coinvolgimento dei ristoratori per la preparazione di pietanze a base dei frutti della nostra terra. 
Sono progetti - continua l'assessore - che non possono realizzarsi a breve e l'amministrazione sa che verranno commessi degli errori e vi saranno delle inevitabili mancanze, ma sembra proprio che da questa strada gli organizzatori non intendano deviare. 
Alla nostra obiezione che ci sembrerebbe più corretto che il gruppo di lavoro avesse una veste riconoscibile anche verso i terzi, l'assessore ha confermato che sono in fase di redazione e consegna le lettere di nomina per ciascun  componente della squadra, così da ufficializzarne l'investitura.
Un altro punto importante su cui si sta lavorando riguarda la comunicazione, veicolo fondamentale per pubblicizzare la Fiera e portarla sempre più al di fuori dei nostri confini; anche questa  è una scommessa che amministrazione e Pro Loco intendono vincere, pur consapevoli che il processo che dovrà portare l'organizzazione a regime sarà lungo e non certo semplice.
"Cerchiamo di dare un'impronta professionale e non professionistica alla gestione della Fiera" - ha concluso Bertolini - così da consentire un ricambio di persone e collaboratori animati dalla passione disinteressata, a servizio del bene di tutta Bovolone." E questa scelta è davvero una novità la cui efficacia dovrà essere testata con il tempo.
Abbiamo cercato di sintetizzare gli aspetti più salienti ed importanti di ciò che i nostri interlocutori ci hanno esposto; abbiamo avuto comunque una positiva impressione di ciò che l'Assessore Vicentini ed il Presidente  Bertolini  - in modo peraltro esaustivo e concreto - ci hanno illustrato in ordine a quanto si stia facendo perchè l'appuntamento con la Fiera venga rispettato.
Come sempre parleranno i fatti; la cosa importante è che abbiamo capito qualcosa di più di ciò che l'amministrazione, con l'aiuto della Pro Loco, sta pensando per il presente ed il futuro della Fiera.
Ringraziamo i nostri interlocutori per la disponibilità e la chiarezza con la quale ci hanno esposto il loro progetto, in risposta anche alle critiche ed ai rilievi che ci erano giunti da più parti sull'operato degli organizzatori e di cui avevamo fatto cenno la scorsa volta.



sabato 1 dicembre 2012

FIERA DI SAN BIAGIO - (CE) LA FAREMO?


Sono in corso i preparativi per allestire la Fiera di San Biagio 2013; Città Futura ha accolto l'invito della Pro Loco e dell'Assessore Vicentini a collaborare ai preparativi in vista dell'ormai imminente appuntamento tradizionalmente calendarizzato tra la fine di Gennaio e l'inizio di Febbraio.
L'esperienza delle passate edizioni avrebbe dovuto insegnare che servono organizzazione, coinvolgimento, stanziamenti e, soprattutto, tempo per arrivare alla scadenza senza dover rincorrere le emergenze.
Per quanto ci è dato sapere, invece, i lavori sono tutt'altro che a buon punto e, a meno di due mesi dalla data d'inizio, ciò che più colpisce - stando alle notizie che abbiamo raccolto - è l'approssimazione della macchina organizzativa, che sta puntando più sull'inventiva e sulla buona volontà dei collaboratori che non su un progetto preciso di ciò che si intende fare.
Tra l'altro, almeno sinora, le persone che si stanno occupando della cosa si sono aggregate a "chiamata" senza che il gruppo abbia una benché minima struttura istituzionale, dove si sappia con certezza chi fa che cosa; nè, sempre per ciò che abbiamo appurato, si ha una idea almeno di massima sui costi che l'operazione potrà comportare, proprio perchè le proposte sinora formalizzate sono state frutto delle iniziative dei singoli partecipanti nell'ambito di macro-aree tematiche che possono dare spazio a tutto ed a nulla.
Ci sono poi le rimostranze di alcune categorie economiche e sociali che, a detta di chi ce l'ha riferito, non sono state nemmeno interpellate quando la loro presenza nella costruzione della manifestazione poteva avere peso e risultati.
Se la Fiera deve essere la festa di tutta Bovolone, questo principio non ci pare essere l'ispiratore delle modalità con cui Pro Loco ed Amministrazione hanno imbastito i lavori.
Senza contare che - ribadiamo - il tempo corre inesorabile e le cose da fare sembrano davvero tante se si intende creare un evento che possa lasciare un segno.
L'anno scorso - complici per la verità anche circostanze non favorevoli quali il clima e la contemporaneità con la Fiera Agricola di Verona - era suonato un chiaro campanello d'allarme che doveva aver messo in guardia gli organizzatori sulle carenze della macchina operativa; quest'anno sembra ripetersi lo stesso copione pur memori del mezzo passo falso precedente.
Non intendiamo giudicare prima di aver visto i risultati, nè sminuire il lavoro di quanti si stanno impegnando in un'impresa non certo semplice: tuttavia richiamiamo chi di dovere a tenere conto delle osservazioni e (perché no?) delle critiche rivolte all'organizzazione proprio al fine di correre da subito ai ripari, in modo che qualcuno - come sempre accade - non trovi facile appiglio per dire che, al loro posto, avrebbe fatto meglio.................