lunedì 4 marzo 2013

LA TEORIA......... E LA PRATICA.............



Primo ko per i grillini: a Parma entra in funzione l'inceneritore

Il primo clamoroso scivolone su una promessa non mantenibile del Movimento 5 Stelle non si consuma a Roma, dove i neoeletti sono in seduta plenaria in queste ore con i loro "maitre à penser", Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Forse anche per questo il primo scivolone rischia di passare sotto silenzio: eppure è clamoroso e doloroso, visto che fu il cavallo di battaglia del sindaco di Parma Federico Pizzarotti in campagna elettorale. «L'inceneritore non si farà» diceva un anno fa il grillino, sostenuto da Beppe. "Passeranno sui nostri corpi", urlacchiavano sicuri. Ora, sperando che entrambi stiano bene e godano di ottima salute, c'è da rilevare che sui loro corpi sono passati: l'inceneritore s'è fatto (è anche costato 193milioni di euro) e tra meno di un mese, dopo le opportune verifiche sulle emissioni, entrerà a pieno regime.

La battaglia della prima amministrazione comunale grillina è stata persa. Iren, società che gestisce l'inceneritore di Ugozzolo, ha comunicato il "pronti, partenza via". E lui, il sindaco con la faccia pulita che si trova a governare una città con i conti sporchi, si salva dalla sua prima débacle come può dichiarando: «Mai fatto promesse che non si potevano mantenere», poi, resosi conto che di fatto quelle promesse le avevano ascoltate tutti i cittadini di Parma, corregge il tiro: «Ci abbiamo provato, sono insoddisfatto, certo, ma continueremo a tenere alte le antenne: non si fanno solo le battaglie che si è sicuri di vincere».
(DA "IL SOLE 24 ORE on line del 4 Marzo 2013)




 

domenica 3 marzo 2013

OSPEDALE: L'AMMINISTRAZIONE (non) RISPONDE

Pubblichiamo la risposta alla nostra interpellanza del 01 febbraio scorso con la quale chiedevamo chiarimenti DA FORNIRE IN  CONSIGLIO sul documento sottoscritto da 26 Sindaci della "bassa" in merito al futuro degli ospedali del nostro territorio; in particolare ,premesso che
 
avevamo appreso soltanto dalla stampa che in data 28 Gennaio i Sindaci di 26 comuni della bassa veronese avrebbero inviato un documento al presidente della Regione Veneto Zaia, all'assessore Coletto, al segretario generale Mantoan e a tutti i membri della V^ Commissione sulla situazione della sanità nella bassa veronese;
-  il documento prendeva spunto dai problemi dell’Ospedale di Isola della Scala, come se a Bovolone la situazione non fosse altrettanto preoccupante;
-  da parte nostra, con interpellanza presentata nel Consiglio Comunale del 16/10/2012, era stata richiesta una riunione pubblica sull’argomento (in cui si parlasse anche della Casa di Riposo) in occasione della quale i cittadini fossero informati ed aggiornati sulla situazione del “San Biagio”,
si chiedeva con URGENZA

          -  che venissero fornite adeguate informative sui contenuti di tale documento e sulle ripercussioni che la situazione sanitaria della bassa veronese può avere per il territorio bovolonese;
          -  che fosse calendarizzata senza più ritardi un’assemblea pubblica sull’argomento in cui si tratti anche della Casa di Riposo i cui destini sono intimamente correlati al futuro dell’Ospedale,
questa è la risposta dell'amministrazione:    
 



 Non siamo soddisfatti. Di fatto Bovolone HA GIA' PERSO IL PROPRIO OSPEDALE MA NESSUNO HA L'ONESTA' DI AMMETTERLO. Ora si chiamerà "PUNTO SANITARIO" ma certamente non sarà la stessa cosa. E le "rassicurazioni" dell'assessore Coletto dimostrano invece quanto la gente sia stata illusa ancora una volta. 
Non possiamo imputare tutta la responsabilità a questa amministrazione che, ad onor del vero, ha ereditato una situazione già ampiamente compromessa e mal gestita da coloro che l'hanno preceduta; tuttavia questa maggioranza non  sta certo brillando per iniziativa, coraggio ed autonomia davanti ad una situazione così grave per la nostra comunità, restando passiva ed inerte di fronte a quanto sta accadendo.
Faremo sentire la nostra voce in Consiglio e se non lo farà l'amministrazione convocheremo noi un'assemblea pubblica perché qualcuno ci dica finalmente come stanno davvero le cose.
 
 
 

giovedì 28 febbraio 2013

LA MEMORIA CORTA

Il funerale della volpe

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portarono i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.

La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi.

Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro:
- È morta, è morta! Facciamole il funerale.
Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco.
Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentiva anche in Francia.

Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e si mangiò tutto il corteo.
La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta.

E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.
Gianni Rodari – Il Libro degli Errori, 1964

sabato 23 febbraio 2013

......FORSE NON ERA IL CASO........

Nelle case dei bovolonesi sono state recapitate SUL FILO DI LANA le lettere di cui pubblichiamo copia. 
Non ci sorprende lo scopo dell'iniziativa: siamo in campagna elettorale (almeno sino alla mezzanotte di questo venerdì) ed ogni forza politica cerca di giocarsi le ultime chances per convincere la gente a votare questa o quella coalizione.
Quello che invece ci lascia perplessi è che il volantino rechi LE FIRME DEI NOSTRI AMMINISTRATORI CON TANTO DI CARICA!
Consideriamo francamente fuori luogo una cosa del genere proprio perché queste persone DOVREBBERO RAPPRESENTARE LA POPOLAZIONE DI BOVOLONE SOPRA OGNI SCHIERAMENTO POLITICO! 

Avessero sottoscritto il documento a titolo personale non avremmo avuto nulla da obiettare; ma in questo modo ci sorge il dubbio che questa maggioranza non rappresenti l'interezza della cittadinanza ma si riconosca soltanto in quella parte che la preferì alle scorse elezioni amministrative.
E poi: perché sottoscrivono la lettera soltanto sei dei rappresentanti della maggioranza? E gli altri ? Non sono d'accordo? O non si identificano più nel simbolo che ci viene chiesto di preferire?  Possiamo capire che non compaiano i due rappresentanti della lista civica de "Il Cittadino", ma non comprendiamo l'assenza del resto della maggioranza......... 
Comunque questo appello ha tanto il sapore dell'ultima spiaggia per la compagine politica cui fa riferimento, così come la stessa impressione ci è stata data dagli alleati principali di questo partito alla presentazione dei propri candidati mercoledì 13 scorso.
Infine, una domanda ci sorge spontanea: CHI HA PAGATO PER QUESTE LETTERE?



sabato 16 febbraio 2013

OSPEDALE SAN BIAGIO: QUAL E' LA VERITA'?

Nel corso del primo meeting elettorale indetto dalla locale sezione della Lega Nord, tra i temi da affrontare durante la serata era stato inserito lo spinoso argomento della sanità che, come è noto, è da tempo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica, date le notizie contraddittorie che vengono riportate dagli organi di stampa circa il futuro degli ospedali territoriali della Bassa veronese. Presente all'incontro l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto che ha cercato di smentire quanto i giornali hanno scritto nei giorni scorsi a proposito del destino di tre ospedali in particolare (Zevio, Isola della Scala e Bovolone) dichiarando che chiunque avesse pubblicato schede ospedaliere fasulle sulla questione se ne sarebbe assunta la piena responsabilità. 
Il non proprio velato riferimento era rivolto al consigliere regionale Franco Bonfante con cui Coletto è in aperta disputa proprio in relazione al riordino della sanità nel Veneto.
Bonfante aveva attaccato più volte Coletto sulla questione e la situazione era diventata incandescente soprattutto dopo un articolo apparso lo scorso 22 gennaio sul quotidiano "L'Arena" dove l'assessore alla sanità veneta aveva affermato che le bozze relative alle schede ospedaliere regionali rese pubbliche erano solo " carta straccia, con numeri e dati "ubriachi" per nulla corrispondenti alla realtà»; per il consigliere regionale del Pd Bonfante, invece, «è purtroppo tutto drammaticamente vero: su quei fogli era già deciso il futuro della sanità veneta e veronese in particolare". Il botta e risposta era stato pesante. L'assessore Coletto non intendeva passare per colui che «taglia» ospedali e «toglie» servizi: «Sia chiaro, le schede le faccio io e garantisco che quelle messe in giro sono false. Forse c'è qualcuno che ha tutto l'interesse a diffondere voci fasulle sulla riorganizzazione della rete ospedaliera del Veneto: posso assicurare che di deciso non c'è nulla e che stiamo lavorando per garantire sempre più la qualità della sanità pubblica». Ma Bonfante non ci crede ed alza il tiro. «Innanzitutto il tono offensivo di Coletto ne sottolinea la debolezza politica e la pochezza tecnica», replica, «poi, quel che dice conferma in gran parte le mie anticipazioni e cioè che chiudono, pur se in forme diverse, Zevio, Caprino, Bovolone, Isola della Scala con un forte ridimensionamento pure di Malcesine. Legnago, San Bonifacio e Borgo Roma rimangono anche se con meno servizi per effetto di scelte accentratrici spesso non motivate. Io non dico bugie, caso mai è qualcun altro che sta giocando sporco». Continua Bonfante: «Per quanto riguarda Villafranca e Bussolengo, Coletto sta ingannando i cittadini per il semplice fatto che fra tre mesi lì si andrà al voto e ogni scelta va letta nell'ottica dell'accaparramento dei consensi elettorali: l'assessore promette ciò che ha già deciso di non mantenere come è dimostrato dalla delibera di giunta numero 2621 del 18 dicembre 2012 che nell'allegato A dispone la riduzione delle spese del personale incluso quello medico e sanitario, bloccando le nomine dei primari. In sostanza i reparti promessi a Villafranca e Bussolengo non saranno mai aperti perchè mancherà il personale sanitario per poterli condurre. Il Veneto sta pagando duramente le scelte sanitarie perseguite da Lega e Pdl, con sprechi incredibili come le finanze di progetto costosissime, gli interventi di ristrutturazione fatti su ospedali che poco dopo vengono chiusi, le assunzioni clientelari segnalate anche alla Corte dei Conti. La verità», dice Bonfante, «è che la sanità veneta sta perdendo il suo primato e le cause principali sono la mancanza di programmazione, i litigi continui all'interno della maggioranza e della Lega stessa e l'incompetenza di chi deve fare scelte decisive per la salute di tutti noi"
E' su questi punti che l'assessore Coletto ha cercato di tranquillizzare i cittadini bovolonesi ma nel farlo ha apertamente parlato di "ex ospedale di Bovolone", poiché ha spiegato che la struttura del San Biagio, non essendo più dedicata alla cura degli acuti, pur non venendo smantellata diverrà un "punto sanitario" e pertanto non potrà più essere chiamata ospedale.
MA SE LE COSE STANNO COSI', QUAL'E' LA VERITA' SUL NOSTRO OSPEDALE
Tra il pubblico presente in sala (una sessantina di persone in tutto) c'era anche l'assessore comunale alla sanità, dr. Bernardini, ed il nostro Sindaco cui abbiamo ricordato che CITTA' FUTURA HA PRESENTATO UN'INTERPELLANZA SULLA QUESTIONE ED ATTENDE RISPOSTE CERTE  NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE SULLE INIZIATIVE DELL'AMMINISTRAZIONE A TUTELA NEL NOSTRO OSPEDALE E DELLA CASA DI RIPOSO. 
Nel frattempo Città Futura ha anche chiesto alle altre opposizioni di sottoscrivere la richiesta della convocazione di un CONSIGLIO STRAORDINARIO per parlare dell'ospedale e della Casa di Riposo, ma mentre il Consigliere Bertolini (movimento 5 Stelle) ha dato il proprio assenso, i consiglieri Pozzani (Lega Nord) e Pasini (Bovolone Domani) ci hanno chiesto tempo per aspettare gli esiti della serata in cui avrebbe parlato, appunto, l'assessore Coletto.
Qualora non si riuscisse a raccogliere le 5 firme necessarie per l'indizione del Consiglio, Città Futura procederà comunque per avere dall'amministrazione risposte. Non solo: abbiamo anche in progetto la convocazione di un'assemblea pubblica sulla questione della sanità alla quale inviteremo a parlare i protagonisti della diatriba in corso e dove pretenderemo che emerga finalmente la verità sul destino del San Biagio chiedendo che la politica abbia il coraggio delle proprie scelte AL DI FUORI DEI PROCLAMI BUONI SOLO PER LE CAMPAGNE ELETTORALI.




domenica 3 febbraio 2013

LA FIERA DI SAN BIAGIO ALL'INSEGNA DEL TABACCO

Nonostante la pioggia battente Sabato 2 Febbraio è stata inaugurata la 735 ^ Fiera Agricola di Bovolone con un convegno sul tabacco, tradizionale coltura della nostra zona e che vede Bovolone tra le capofila nella produzione tabacchicola italiana, cofondatrice, con i Comuni di Città di Castello e Francolise, dell'Associazione Nazionale "Città del Tabacco". Il Teatro parrocchiale che ha ospitato il convegno era tutto esaurito tanto che gli organizzatori hanno allestito presso il vicino oratorio un maxi-schermo per consentire di seguire l'evento anche a coloro che non avevano trovato posto nel teatro.
Presenza nutrita di politici come non  se ne vedevano da tempo, complice forse anche l'imminente tornata elettorale; fatto sta che Bovolone, almeno per un giorno, si è vista riattribuire quel ruolo di comune chiave della bassa che da tempo le manca.
La parte del leone, però, è stata sicuramente appannaggio del Ministro per le Politiche Agricole Mario Catania che non ha perso l'occasione per inserire qualche accenno di campagna elettorale nel suo discorso in  epilogo all'incontro nè ha risparmiato una frecciata alla politica agricola dei suoi predecessori recenti, bacchettando anche l'atteggiamento della Regione Veneto soprattutto in materia di difesa dei produttori di tabacco..............Francamente ci è sembrato che il bersaglio sia nazionale che regionale fosse soltanto uno, peraltro grande assente alla kermesse d'apertura.
Il quotidiano "L'Arena" di Domenica 3 Febbraio dedica parecchio spazio alla performance del ministro, protagonista anche di una plateale contestazione da parte di un gruppo di allevatori di cavalli che accusano il responsabile delle politiche agricole di aver tradito gli impegni che si era fatto carico di onorare per salvaguardare il settore dell'ippica, in crisi da tempo.
La Fiera è comunque iniziata e sembra che le previsioni stiano dando ragione alle scelte innovative volute dall'amministrazione in uno con la Pro Loco: modernità in linea con la tradizione.
Faremo comunque le nostre debite valutazioni all'atto di tirare le somme di ciò che saranno stati i risultati ottenuti; abbiamo comunque già rilevato che un altro settore produttivo di Bovolone meriterebbe  un'altrettanto degna attenzione come quella riservata al tabacco. Stiamo parlando del comparto del mobile che ha fatto conoscere le nostre zone, e Bovolone in particolare, in tutto il mondo e che ora deve ritrovare nuove opportunità per risollevarsi dalla crisi in cui versa ormai da un ventennio. L'argomento "legno" in questa 735^ Fiera ha trovato sì uno spazio  nel Convegno di Domenica 3 "La sostenibilità nella filiera del legno" dove si è trattato però in gran parte di edilizia sostenibile, arredamenti ecologici e case biodinamiche, senza affrontare i temi di maggior importanza per la nostra economia locale del mobile.
Ci auguriamo che il tema non venga abbandonato, facendone magari un punto cruciale per la prossima edizione della Fiera di San Biagio ma, soprattutto, per l'azione amministrativa.





domenica 27 gennaio 2013

OSPEDALI DELLA BASSA: CHE COSA SUCCEDE?

 Appare sul quotidiano "L'Arena " un articolo allarmante di Camilla Ferro dal titolo "L'ospedale di Isola serve a tutti".
A detta della giornalista, il sindaco di Isola della Scala nonché presidente della Provincia Miozzi si sarebbe infuriato con Bussolengo e Venezia che, a suo dire, avrebbero deciso di smontare, pezzo dopo pezzo, il servizio sanitario nella Bassa veronese. "Si assumono responsabilità pesanti - tuona Miozzi - di cui dovranno rendere conto ai cittadini: firmare la dismissione di questa struttura significa lasciare 300mila persone senza alcuna assistenza sul territorio». L'articolo prosegue: "Per ribadire la necessità di tenere «vivo l'ospedale isolano, ma non così come l'hanno ridotto ma come era fino a qualche anno fa quando rappresentava un vero e proprio fiore all'occhiello dell'Ulss 22», Miozzi spara il suo asso nella manica e illustra un documento che lunedì sarà inviato a Venezia (al presidente Zaia, all'assessore Coletto, al segretario generale Mantoan e a tutti i membri della V Commissione) firmato da 26 sindaci della Bassa con cui, «dopo un anno di lavoro, di incontri non ufficiali, di studi e valutazioni dimostriamo la grave situazione che si verrà a creare con la riorganizzazione della rete ospedaliera che qui si sta accingendo a fare la Regione». L'allarme lanciato da Miozzi prevede la pianura veronese a rischio di una vera e propria desertificazione sanitaria; tutta la Bassa non sarà più servita da un servizio di Pronto Soccorso con terapia intensiva, eccezione fatta per la zona del Legnaghese. Cosa succederà allora a chi abita a Isola? A Bovolone? A Zevio? Il primo ospedale a disposizione si trova a non meno di 40 minuti (Villafranca) che diventano di più se si scende a Legnago o si punta a Bussolengo, tempi tecnicamente troppo alti per far fronte ad un'emergenza. Succederà che la gente morirà». Così 26 sindaci della bassa avrebbero elaborato una proposta agli amministratori regionali con l'obiettivo di «far capire a chi, senza sapere di cosa sta parlando, con l'alibi del taglio dei costi mette croci sulle cartine geografiche condannando a morte interi paesi: chiudono ospedali e servizi  (continua Miozzi nell'articolo) perchè, dicono, bisogna risparmiare soldi; però poi avvallano situazioni in cui lo spreco è mille volte più grande. Evidentemente  chi gestisce la sanità pubblica tanto democratico non è e cede a convenienze di altra natura».  Il documento - scrive L'Arena  -parla chiaro: «C'è una sperequazione di strutture ospedaliere tra il nord e il sud della provincia veronese: nella porzione sud-ovest non vi è la certezza di un presidio capace di garantire i necessari standard di sicurezza. Al momento la Bassa dispone di un solo ospedale per acuti a regime a Legnago, uno per acuti in agonia a Isola della Scala ed un altro in cantiere a Villafranca: ci sono circa 300 mila abitanti con un solo nosocomio attivo e due dal futuro incerto. A nord, invece, ci sono 4 ospedali per acuti (Negrar, Peschiera, Bussolengo, San Bonifacio) per un totale di 363 mila abitanti». «I numeri», sottolinea Miozzi, «fotografano una situazione di disomogeneità: sopra l'autostrada A4 c'è altissima offerta di servizi, sotto, praticamente con la stessa popolazione, ce n'è meno della metà. Qualcosa non va, no? E lo spreco sarebbe l'ospedale di Isola tenuto aperto per salvare la vita a chi vive nel raggio di una trentina di chilometri?». Il documento prosegue: «Noi sindaci della pianura veronese riteniamo che questo territorio possa perfettamente collimare con una Ulss a tutti gli effetti con almeno due ospedali, uno Legnago e uno ad Ovest, dotati di pronto soccorso con terapia intensiva e reparti a supporto per gestire l'emergenza. Chiediamo inoltre che non venga depotenziata l'Ulss 21, che la dirigenza generale rimanga nel territorio come garanzia per una prospettiva di servizio e sviluppo». Gli amministratori locali chiedono «per la parte sud-ovest afferente all'Ulss 22 un ospedale di rete con 300 posti letto suddivisi tra area medica, chirurgica, riabilitativa, intensiva e materno-infantile cui affiancare una attività poliambulatoriale con punto di primo intervento attivo 24 ore al giorno e day surgery, Rsa con 50 posti letto e ospedale di comunità; per la parte sud-est riguardante l'Ulss 21 che l'ospedale di Legnago venga riconosciuto come provinciale con dotazione tecnologica corrispondente e investimenti specifici». Ma non basta. Miozzi affonda la stoccata:«Pretendiamo che vengano ridefinite le strategie riguardo agli ex ospedali per acuti di Zevio, Bovolone e Nogara valorizzando le potenzialità e i contenuti delle strutture esistenti».  «Bisogna che lo capiscano sia Dall'Ora che Coletto e Zaia che così, qui, non possiamo stare e che è una follia aver svuotato l'ospedale di Isola della Scala: significa aver tolto alla gente il diritto alla cura. Devono, anzi, rimetterlo in piedi e riempirlo come un tempo. Porteremo le nostre istanze in ogni sede istituzionale fino a che non raggiungeremo il nostro obiettivo che è quello di garantire l'assistenza a un bacino di 300mila persone destinate, altrimenti, a morire di malasanità».
Fin qui l'articolo. E BOVOLONE? 
Ricordiamo che nel Consiglio Comunale del 16 ottobre scorso le opposizioni avevano presentato unitamente un'interpellanza per ottenere dal Sindaco risposte concrete relativamente ad una visita dei vertici dell' Ulss 21 all'Ospedale san Biagio; ci erano state date ampie rassicurazioni sul fatto che la sanità a Bovolone non sarebbe stata toccata dalla mannaia dei tagli. Ora l'incubo sembra tornare prepotentemente d'attualità e la cittadinanza ancora una volta viene tenuta all'oscuro di tutto. Avevamo chiesto che venisse indetta un'assemblea pubblica per informare i cittadini sul destino dell'ospedale ma anche questa volta l'amministrazione ci delude. Alla luce di quanto l'articolo riporta, però, il Sindaco non potrà più tacere e chiederemo che ci vengano forniti tutti gli aggiornamenti sul caso e, soprattutto, ci venga detto come l'amministrazione ha intenzione di muoversi.